Riccardo Mollo – Informatica e Fotografia

Copia precisa e completa di files e directories tra due macchine tramite ssh + rsync

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Diverse volte ho avuto la necessità di copiare, anche più volte in modo da mantenere le situazioni allineate, una o più directories in maniera ricorsiva da una macchina ad un’altra, con l’obbligo di preservare i permessi, i link simbolici ed in generale le condizioni dei files (ES: se sulla macchina sorgente un file viene rinominato/cancellato, esso dev’essere rinominato/cancellato anche sulla macchina di destinazione).

Condivido qui un piccolo script per BASH che, utilizzando ssh e rsync, può servire sia come esempio che come spunto per ottenere il risultato voluto. La macchina su cui si esegue lo script va intesa come la macchina sorgente.

#!/bin/bash

# The following line enables the large address-space model on IBM AIX systems
#export LDR_CNTRL=MAXDATA=0xD0000000@DSA

SRCDIR=/home/test # local directory that needs to be copied on the remote machine
DSTDIR=/tmp/test # directory on the remote machine that will contain all the files from local directory
RMTHST=server2.remote.test # remote machine
RMTUSR=johnsmith # user on remote machine
LOGDIR=/tmp # directory on local machine that holds the log files
LOGFILE=${LOGDIR}/test.log # log file

nohup time rsync -arvHu --delete --progress --stats --no-inc-recursive -e ssh ${SRCDIR}/ ${RMTUSR}@${RMTHST}:${DSTDIR}/ > ${LOGFILE} 2>&1

Naturalmente, affinchè lo script funzioni senza che venga richiesta la password, bisogna aver prima abilitato la SSH key-based authentication per gli utenti coinvolti.

Primo test di Mozilla Servo su Linux Mint 17.3 “Rosa” (Ubuntu 14.04.4 “Trusty Tahr”)

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Stamattina ho voluto provare una delle versioni preliminari di Mozilla Servo, il nuovo browser sperimentale in fase di sviluppo da parte di Mozilla Research, il cui rilascio della prima versione demo “per il pubblico” è previsto per giugno 2016 e che dovrebbe, con il tempo, prendere il posto di Mozilla Firefox (che verrà dismesso).

In realtà Mozilla Servo non è propriamente un browser, bensì è un layout engine, ovvero quel componente software responsabile del parsing, del rendering e della gestione del layout delle pagine web (esattamente come Gecko, quello attualmente in uso da Mozilla Firefox).

Scritto interamente nel nuovo linguaggio Rust di Mozilla Foundation, promette un sacco di interessantissime novità e meraviglie, dal rendering parallelo all’uso delle GPU, dalla maggiore sicurezza alla migliore stabilità (e io, personalmente, spero anche in un migliore utilizzo della memoria…). Per maggiori informazioni suggerisco di visitare il sito ufficiale.

Siccome sono un inguaribile smanettone, ho voluto subito provarlo. L’ho testato su una Linux Mint 17.3, e ho deciso di scrivere questo articolo per indicare come ho fatto e per condividere i risultati.

I passi che ho effettuato per scaricare, compilare e provare Mozilla Servo sono i seguenti (da lanciare con l’utente root):

# apt-get install curl freeglut3-dev autoconf libfreetype6-dev libgl1-mesa-dri libglib2.0-dev xorg-dev gperf g++ build-essential cmake python-virtualenv python-pip libssl-dev libbz2-dev libosmesa6-dev libxmu6 libxmu-dev libglu1-mesa-dev libgles2-mesa-dev libegl1-mesa-dev
# cd /usr/local/src
# git clone https://github.com/servo/servo
# cd servo
# ./mach build --release

Dopo aver aspettato il tempo necessario per la compilazione dei sorgenti, ho voluto fare subito una verifica dello user agent (questo comando e il successivo li ho lanciati con il mio utente non privilegiato):

$ ./mach run --release http://user-agent.me/

Questo è il risultato:

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Subito dopo, ho voluto testare il browser su questo stesso sito:

$ ./mach run --release http://riccardomollo.com/

Questo è il risultato (con notevoli problemi nel rendering del testo):

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Ovviamente, questa versione preliminare di Mozilla Servo è piena zeppa di bachi, non possiede un’interfaccia anche solo vagamente usabile, va quasi sempre in crash e ha grosse difficoltà nell’interpretazione di JavaScript. Tuttavia, dai primi test che ho effettuato con vari siti, la velocità di caricamento e di rendering delle pagine (e delle immagini!) è davvero sbalorditiva… praticamente istantanea.

Sono fiducioso e paziente, e non vedo l’ora che esca la prima versione stabile di questo nuovo e promettente browser. Mozilla è sempre una garanzia!

APT e la barra di avanzamento

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Con l’avvento della versione 1.0 di APT, noto strumento di gestione dei pacchetti per le distribuzioni GNU/Linux basate su Debian (come ad esempio, oltre a Debian stessa, Ubuntu oppure Mint), è stata introdotta una funzione tanto semplice quanto di fatto utile.

Come si può vedere dall’immagine che segue, è stata inserita la possibilità di avere, in fondo allo schermo, una barra di avanzamento in ASCII che indica lo stato del progresso dell’installazione dei pacchetti (cosa piuttosto utile quando i pacchetti sono molti, come ad esempio nel caso di un’operazione di dist-upgrade):

apt-e-la-barra-di-avanzamento

Per attivare questa funzione (che di default non è abilitata) è sufficiente aprire un terminale e lanciare il seguente comando con l’utente root:

# echo 'Dpkg::Progress-Fancy "1";' > /etc/apt/apt.conf.d/99progressbar

Fonte: apt 1.0 | Michael Vogt’s blog

Consigli su NAS e soluzioni di storage per l’archiviazione delle fotografie

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L’avvento della fotografia digitale negli ultimi anni è stato una gran cosa: ha reso la fotografia più immediata, più accessibile, più versatile, più economica, più divertente. Purtroppo, però, ha causato un grave effetto collaterale: ha portato la maggior parte delle persone a smettere di stampare le proprie immagini, complice anche l’illusione che i supporti digitali siano eterni e imperituri.

In verità, non c’è nulla di meno affidabile dei supporti digitali, soprattutto se presi singolarmente. I dischi rigidi meccanici si rompono, le memorie volatili ad un certo punto non funzionano più, le memorie flash (chiavette USB, schede SD, schede CF, dischi SSD, ecc…) hanno un ciclo di vita ancora troppo breve, e via dicendo.

Per fortuna, esistono degli strumenti come i NAS che aiutano a conservare e a preservare al meglio ed il più a lungo possibile i propri dati. Naturalmente, ce ne sono per tutti gli ambiti e per tutte le tasche, da quelli piccoli ed economici per un uso domestico fino a quelli più avanzati e costosi per un uso di tipo enterprise. Sono strumenti che possono fornire grandi capacità di archiviazione e sono quindi ottimi per conservare, tra le varie cose, le proprie fotografie.

Tutti i NAS utilizzano una tecnologia chiamata RAID (“redundant array of independent disks”, o “insieme ridondante di dischi indipendenti”) che, tramite l’aggregazione di due o più dischi, sostanzialmente permette di preservare i propri dati anche in caso di rottura di un disco (o anche più di uno, in base al tipo di RAID impiegato). I tipi di RAID normalmente utilizzati nei NAS domestici sono il RAID 1 (mirroring) ed il RAID 5 (distributed parity).

In questi ultimi anni ne ho testati ed utilizzati diversi, in particolare alcuni modelli di quelle che, secondo la mia opinione, sono al momento le migliori marche sul mercato: Synology e QNAP.

Entrambe le case, come si può evincere visitando i loro siti, offrono un’ampia gamma di soluzioni eterogenee, che includono NAS domestici molto versatili ed efficienti in grado di offrire moltissime possibilità, dall’archiviazione con RAID al backup, dal mediacenter allo streaming multimediale, dal file sharing alla videosorveglianza. In base alle mie esperienze, mi sento di dare qualche punto in più a favore di Synology, poichè i suoi NAS utilizzano un sistema operativo, DiskStation Manager (o DSM), veramente di altissimo livello, affidabile, potente, bello e semplice da utilizzare (sono disponibile diversi video dimostrativi). Anche il sistema operativo si QNAP, QTS, è fatto molto bene, ma l’ho trovato un po’ più lento e un po’ più ostico nell’utilizzo e nella configurazione (è disponibile una demo). Entrambi i sistemi operativi sono basati su GNU/Linux.

Questo è uno dei NAS della Synology che consiglio in quanto offre un ottimo rapporto qualità/prezzo:

")

Questo invece per quanto riguarda QNAP:

")

La nota dolente di tutta questa faccenda è che i NAS vengono venduti senza dischi, che quindi vanno acquistati a parte.

I dischi che consiglio caldamente sono quelli della serie Red della Western Digital, poichè studiati ed ottimizzati proprio per essere utilizzati all’interno dei NAS.

Per qualsiasi domanda o curiosità, lasciate pure un commento o contattatemi.

Ricordatevi però di stampare sempre le vostre fotografie… ancora oggi la carta rimane in assoluto il modo migliore e più sicuro per apprezzarle e conservarle!

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