Riccardo Mollo – Informatica e Fotografia

Primo test di Mozilla Servo su Linux Mint 17.3 “Rosa” (Ubuntu 14.04.4 “Trusty Tahr”)

banner-primo-test-di-mozilla-servo-su-linux-mint-17-3-rosa-ubuntu-14-04-4-trusty-tahr
Stamattina ho voluto provare una delle versioni preliminari di Mozilla Servo, il nuovo browser sperimentale in fase di sviluppo da parte di Mozilla Research, il cui rilascio della prima versione demo “per il pubblico” è previsto per giugno 2016 e che dovrebbe, con il tempo, prendere il posto di Mozilla Firefox (che verrà dismesso).

In realtà Mozilla Servo non è propriamente un browser, bensì è un layout engine, ovvero quel componente software responsabile del parsing, del rendering e della gestione del layout delle pagine web (esattamente come Gecko, quello attualmente in uso da Mozilla Firefox).

Scritto interamente nel nuovo linguaggio Rust di Mozilla Foundation, promette un sacco di interessantissime novità e meraviglie, dal rendering parallelo all’uso delle GPU, dalla maggiore sicurezza alla migliore stabilità (e io, personalmente, spero anche in un migliore utilizzo della memoria…). Per maggiori informazioni suggerisco di visitare il sito ufficiale.

Siccome sono un inguaribile smanettone, ho voluto subito provarlo. L’ho testato su una Linux Mint 17.3, e ho deciso di scrivere questo articolo per indicare come ho fatto e per condividere i risultati.

I passi che ho effettuato per scaricare, compilare e provare Mozilla Servo sono i seguenti (da lanciare con l’utente root):

# apt-get install curl freeglut3-dev autoconf libfreetype6-dev libgl1-mesa-dri libglib2.0-dev xorg-dev gperf g++ build-essential cmake python-virtualenv python-pip libssl-dev libbz2-dev libosmesa6-dev libxmu6 libxmu-dev libglu1-mesa-dev libgles2-mesa-dev libegl1-mesa-dev
# cd /usr/local/src
# git clone https://github.com/servo/servo
# cd servo
# ./mach build --release

Dopo aver aspettato il tempo necessario per la compilazione dei sorgenti, ho voluto fare subito una verifica dello user agent (questo comando e il successivo li ho lanciati con il mio utente non privilegiato):

$ ./mach run --release http://user-agent.me/

Questo è il risultato:

primo-test-di-mozilla-servo-su-linux-mint-17-3-rosa-ubuntu-14-04-4-trusty-tahr-1
Subito dopo, ho voluto testare il browser su questo stesso sito:

$ ./mach run --release http://riccardomollo.com/

Questo è il risultato (con notevoli problemi nel rendering del testo):

primo-test-di-mozilla-servo-su-linux-mint-17-3-rosa-ubuntu-14-04-4-trusty-tahr-2

Ovviamente, questa versione preliminare di Mozilla Servo è piena zeppa di bachi, non possiede un’interfaccia anche solo vagamente usabile, va quasi sempre in crash e ha grosse difficoltà nell’interpretazione di JavaScript. Tuttavia, dai primi test che ho effettuato con vari siti, la velocità di caricamento e di rendering delle pagine (e delle immagini!) è davvero sbalorditiva… praticamente istantanea.

Sono fiducioso e paziente, e non vedo l’ora che esca la prima versione stabile di questo nuovo e promettente browser. Mozilla è sempre una garanzia!


 

APT e la barra di avanzamento

banner-apt-e-la-barra-di-avanzamento
Con l’avvento della versione 1.0 di APT, noto strumento di gestione dei pacchetti per le distribuzioni GNU/Linux basate su Debian (come ad esempio, oltre a Debian stessa, Ubuntu oppure Mint), è stata introdotta una funzione tanto semplice quanto di fatto utile.

Come si può vedere dall’immagine che segue, è stata inserita la possibilità di avere, in fondo allo schermo, una barra di avanzamento in ASCII che indica lo stato del progresso dell’installazione dei pacchetti (cosa piuttosto utile quando i pacchetti sono molti, come ad esempio nel caso di un’operazione di dist-upgrade):

apt-e-la-barra-di-avanzamento

Per attivare questa funzione (che di default non è abilitata) è sufficiente aprire un terminale e lanciare il seguente comando con l’utente root:

# echo 'Dpkg::Progress-Fancy "1";' > /etc/apt/apt.conf.d/99progressbar

Fonte: apt 1.0 | Michael Vogt’s blog

Una semplice macchina fotografica in 3D realizzata con Tridiv

banner-una-semplice-macchina-fotografica-in-3d-realizzata-con-tridiv

Recentemente mi sono divertito a provare Tridiv, un editor che permette di realizzare semplici oggetti 3D con HTML5 e CSS3 direttamente dentro il browser.

L’interfaccia è molto semplice e piuttosto immediata, tant’è che basta davvero poco per riuscire a realizzare oggetti interessanti.

Come omaggio alla mia grande passione, ho realizzato una semplice macchina fotografica (che ricorda, mooolto vagamente, una Leica). Inoltre, per rendere più interessante la visualizzazione del modello, ho messo mano al codice utilizzando la libreria JavaScript traqball.js per poterlo ruotare nello spazio.

Per poter vedere il risultato, cliccate sull’immagine qui sotto:

una-semplice-macchina-fotografica-in-3d-realizzata-con-tridiv

NB: con Mozilla Firefox purtroppo non si vede correttamente, quindi è necessario utilizzare Google Chrome o Apple Safari.

Programmi per simulare la fotografia in studio

banner-programmi-per-simulare-la-fotografia-in-studio

Fotografare dei soggetti in uno studio fotografico richiede una profonda e consolidata conoscenza della luce, della tecnica e dell’infinità di strumenti ed accessori che compongono questo mondo.

La grande difficoltà, per chi inizia, consiste nel prendere confidenza con i flash, i fondali, i riflettori, le quinte, i diffusori, i modificatori di luce, i rimbalzi, la gestione delle ombre e delle cadute di luce, e così via.

Inoltre, spesso e volentieri si hanno in testa idee o risultati che si desidererebbe ottenere, ma si procede un po’ a tentativi prima di trovare il giusto schema luci.

Come aiuto per rendere lo studio delle luci un po’ più divertente e veloce, esiste un software che si chiama Set a light 3D Studio. Piuttosto semplice ed immediato, è un programma che offre un ambiente 3D nel quale si può simulare uno studio fotografico per provare tantissimi schemi luce e per scattare infine delle “fotografie” per vedere il risultato.

Offre una discreta gamma di modelle e modelli (con abiti e pose differenti), un’ampia scelta di luci (flash a slitta e flash a torcia, regolabili nella potenza e nella direzione ed abbinabili a tanti diffusori e modificatori come ombrelli, softbox, bank, octabox, pannelli riflettenti, ecc…) e la possibilità di regolare la luce ambiente e di impostare i dati di scatto come lunghezza focale, tempi, ISO e diaframmi.

Questo è uno screenshot del programma, per dare un’idea di come è fatto:

set-a-light-3d-studio-1

E questa è un’immagine che ho realizzato al volo come dimostrazione di cosa di può ottenere:

set-a-light-3d-studio-2

Macchina con sensore FF, 135mm, f/2, 1/250s, 50 ISO
Softbox quasi frontale come luce principale, octabox posteriore con gelatina blu come rim light e pannello riflettente posteriore per un leggero riempimento delle ombre

Esiste poi un altro software simile, ma che assolutamente non regge il confronto poichè ha molte meno funzioni, ha un’interfaccia scomoda e graficamente lascia abbastanza a desiderare… L’unico vantaggio è che, oltre a modelli umani, permette di sperimentare anche con oggetti come macchine, moto e strumenti musicali. Si tratta di Photo Light Pro, e questo è uno screenshot di come si presenta:

photo-light-pro

Scroll To Top