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Mese: febbraio 2016

Programmi per simulare la fotografia in studio

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Fotografare dei soggetti in uno studio fotografico richiede una profonda e consolidata conoscenza della luce, della tecnica e dell’infinità di strumenti ed accessori che compongono questo mondo.

La grande difficoltà, per chi inizia, consiste nel prendere confidenza con i flash, i fondali, i riflettori, le quinte, i diffusori, i modificatori di luce, i rimbalzi, la gestione delle ombre e delle cadute di luce, e così via.

Inoltre, spesso e volentieri si hanno in testa idee o risultati che si desidererebbe ottenere, ma si procede un po’ a tentativi prima di trovare il giusto schema luci.

Come aiuto per rendere lo studio delle luci un po’ più divertente e veloce, esiste un software che si chiama Set a light 3D Studio. Piuttosto semplice ed immediato, è un programma che offre un ambiente 3D nel quale si può simulare uno studio fotografico per provare tantissimi schemi luce e per scattare infine delle “fotografie” per vedere il risultato.

Offre una discreta gamma di modelle e modelli (con abiti e pose differenti), un’ampia scelta di luci (flash a slitta e flash a torcia, regolabili nella potenza e nella direzione ed abbinabili a tanti diffusori e modificatori come ombrelli, softbox, bank, octabox, pannelli riflettenti, ecc…) e la possibilità di regolare la luce ambiente e di impostare i dati di scatto come lunghezza focale, tempi, ISO e diaframmi.

Questo è uno screenshot del programma, per dare un’idea di come è fatto:

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E questa è un’immagine che ho realizzato al volo come dimostrazione di cosa di può ottenere:

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Macchina con sensore FF, 135mm, f/2, 1/250s, 50 ISO
Softbox quasi frontale come luce principale, octabox posteriore con gelatina blu come rim light e pannello riflettente posteriore per un leggero riempimento delle ombre

Esiste poi un altro software simile, ma che assolutamente non regge il confronto poichè ha molte meno funzioni, ha un’interfaccia scomoda e graficamente lascia abbastanza a desiderare… L’unico vantaggio è che, oltre a modelli umani, permette di sperimentare anche con oggetti come macchine, moto e strumenti musicali. Si tratta di Photo Light Pro, e questo è uno screenshot di come si presenta:

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Consigli su NAS e soluzioni di storage per l’archiviazione delle fotografie

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L’avvento della fotografia digitale negli ultimi anni è stato una gran cosa: ha reso la fotografia più immediata, più accessibile, più versatile, più economica, più divertente. Purtroppo, però, ha causato un grave effetto collaterale: ha portato la maggior parte delle persone a smettere di stampare le proprie immagini, complice anche l’illusione che i supporti digitali siano eterni e imperituri.

In verità, non c’è nulla di meno affidabile dei supporti digitali, soprattutto se presi singolarmente. I dischi rigidi meccanici si rompono, le memorie volatili ad un certo punto non funzionano più, le memorie flash (chiavette USB, schede SD, schede CF, dischi SSD, ecc…) hanno un ciclo di vita ancora troppo breve, e via dicendo.

Per fortuna, esistono degli strumenti come i NAS che aiutano a conservare e a preservare al meglio ed il più a lungo possibile i propri dati. Naturalmente, ce ne sono per tutti gli ambiti e per tutte le tasche, da quelli piccoli ed economici per un uso domestico fino a quelli più avanzati e costosi per un uso di tipo enterprise. Sono strumenti che possono fornire grandi capacità di archiviazione e sono quindi ottimi per conservare, tra le varie cose, le proprie fotografie.

Tutti i NAS utilizzano una tecnologia chiamata RAID (“redundant array of independent disks”, o “insieme ridondante di dischi indipendenti”) che, tramite l’aggregazione di due o più dischi, sostanzialmente permette di preservare i propri dati anche in caso di rottura di un disco (o anche più di uno, in base al tipo di RAID impiegato). I tipi di RAID normalmente utilizzati nei NAS domestici sono il RAID 1 (mirroring) ed il RAID 5 (distributed parity).

In questi ultimi anni ne ho testati ed utilizzati diversi, in particolare alcuni modelli di quelle che, secondo la mia opinione, sono al momento le migliori marche sul mercato: Synology e QNAP.

Entrambe le case, come si può evincere visitando i loro siti, offrono un’ampia gamma di soluzioni eterogenee, che includono NAS domestici molto versatili ed efficienti in grado di offrire moltissime possibilità, dall’archiviazione con RAID al backup, dal mediacenter allo streaming multimediale, dal file sharing alla videosorveglianza. In base alle mie esperienze, mi sento di dare qualche punto in più a favore di Synology, poichè i suoi NAS utilizzano un sistema operativo, DiskStation Manager (o DSM), veramente di altissimo livello, affidabile, potente, bello e semplice da utilizzare (sono disponibile diversi video dimostrativi). Anche il sistema operativo si QNAP, QTS, è fatto molto bene, ma l’ho trovato un po’ più lento e un po’ più ostico nell’utilizzo e nella configurazione (è disponibile una demo). Entrambi i sistemi operativi sono basati su GNU/Linux.

Questo è uno dei NAS della Synology che consiglio in quanto offre un ottimo rapporto qualità/prezzo:

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Questo invece per quanto riguarda QNAP:

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La nota dolente di tutta questa faccenda è che i NAS vengono venduti senza dischi, che quindi vanno acquistati a parte.

I dischi che consiglio caldamente sono quelli della serie Red della Western Digital, poichè studiati ed ottimizzati proprio per essere utilizzati all’interno dei NAS.

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Per qualsiasi domanda o curiosità, lasciate pure un commento o contattatemi.

Ricordatevi però di stampare sempre le vostre fotografie… ancora oggi la carta rimane in assoluto il modo migliore e più sicuro per apprezzarle e conservarle!

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Dischi SSD della AngelBird e trim nativo su macchine Apple

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Prima dell’arrivo della versione 10.10.4 del sistema operativo Mac OS X Yosemite, la funzione trim per i dischi SSD (istruzione di basso livello utilissima per garantire migliori prestazioni ed una maggiore durata dei dischi a stato solido) non era disponibile nativamente se non nel caso in cui la macchina fosse equipaggiata con un SSD riconosciuto dal sistema operativo come “disco Apple” originale.

Sebbene sia possibile risolvere il problema con programmi come ad esempio Trim Enabler, con le ultime versioni di Mac OS X il supporto al trim per dischi SSD prodotti da terze parti è stato introdotto nativamente grazie al comando trimforce (che però necessita di essere lanciato dall’utente tramite l’uso del terminale).

Esiste tuttavia un’azienda, la AngelBird, che produce una serie di eccellenti dischi SSD che, tramite un’apposita modifica al firmware, vengono riconosciuti dalle macchine Apple come dischi originali, facendo sì che Mac OS X attivi il trim in maniera nativa senza il bisogno di intervento alcuno.

Ho avuto occasione di testarne un paio su due MacBook Pro, e sono rimasto piacevolmente stupito dalla qualità del prodotto, dalla velocità e dal trim supportato nativamente da Mac OS X.

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SnapSort: confrontare macchine fotografiche

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Spesso mi capita che amici e conoscenti mi chiedano che differenze ci sono tra la macchina X e la macchina Y, se è meglio questa o è meglio quella, quale marca è preferibile (e solitamente la guerra santa si contende tra Canon e Nikon…), e cose del genere.

Premesso che la scelta di una macchina fotografica non dovrebbe dipendere soltanto dalle mere caratteristiche tecniche, ma anche dal feeling che si prova nel prenderla in mano, dalla forma, dalla posizione dei tasti, dalle funzioni offerte dal software, dal prezzo (considerando anche il costo di eventuali obiettivi e accessori futuri), dall’affidabilità del marchio, e premesso ancora che è ovvio che una macchina appena uscita sarà sicuramente superiore ad un modello precedente, esiste un sito che permette di ottenere dei semplici ed efficaci contronti tra le schede tecniche delle più disparate macchine fotografiche digitali sul mercato (quindi non soltanto reflex, ma anche compatte, bridge e mirrorless).

Si tratta di SnapSort. Cliccando su “compare” in alto a sinistra si accede ad una paginetta in cui viene chiesto di inserire le due macchine da controntare, mentre cliccando su “recommend” si accede ad una pagina dove, in seguito alla selezione di alcuni criteri da parte dell’utente, vengono suggerite alcune macchine fotografiche ritenute idonee in base alle necessità.

Per fare un esempio, questo è un confronto tra le due ammiraglie di casa Canon: Canon EOS-1D X vs Canon EOS-1D X Mark II

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PS: può essere utile sapere che sotto lo stesso cappello ci sono altri due siti, uno per confrontare cellulari ed un altro per confrontare automobili.

PPS: esiste un altro sito, Imaging Resource, che offre un servizio simile, sebbene il confronto sia meno dettagliato; per fare un esempio, questo è un confronto tra le due ammiraglie dei principali protagonisti nel panorama delle DSLR: Nikon D5 vs Canon EOS-1D X Mark II

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